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Il barometro della fiducia
Chi sale e chi scende nella considerazione degli europei e degli italiani

Per chi si occupa professionalmente di comunicazione è impossibile prescindere dal diverso livello di fiducia di cui le varie fonti godono presso i destinatari della comunicazione medesima. Si, perché come è facilmente immaginabile, non chiunque abbia qualcosa da dire può contare sulla stessa credibilità. Così nascono le classifiche, che di anno in anno vengono aggiornate, cosicché – prima ancora di decidere cosa dire e come dirlo – è importante stabilire chi dovrebbe dire quella tal cosa per ottenere il miglior risultato.

Edelman è probabilmente la più grande e “credibile” agenzia di relazioni pubbliche che svolge un monitoraggio sistematico sulla credibilità dei soggetti pubblici o privati, da parte della pubblica opinione, con cadenza annuale, in modo da leggere anche gli scostamenti, ossia chi sale e chi scende nella considerazione del pubblico. Dai risultati degli ultimi due anni, il 2007 e il 2008, emergono alcune verità – alcune più sorprendenti, altre meno – che, a nostro giudizio, debbono essere conosciute dagli addetti ai lavori.

Non è una sorpresa che il governo e la politica in genere non goda in Italia di buona fama. Se può in parte consolarci sapere che tedeschi e polacchi stanno ancora peggio di noi, non possiamo però ignorare che in Svezia a fidarsi del Governo sono più del doppio che fra i nostri compatrioti. Una graduatoria abbastanza generalizzata, a livello europeo, tuttavia esiste: al primo posto troviamo quasi sempre le ONG, seguite dalle Imprese e, finalmente, dai governi. Anche i media sono valutati meglio dei governi e, fra questi, più credibili risultano i periodici economici. Al contrario, quando di parla di Imprese – e questo vale soprattutto per l’Italia – sono le banche che si trovano nel gradino più basso della scala della fiducia, più giù anche delle Assicurazioni.

Ma per noi che ci occupiamo della comunicazione delle Imprese è soprattutto importante fissare alcuni punti fermi:
- i CEO delle Aziende hanno scarsa credibilità, e per di più in calo;
- peggio di loro, solo la pubblicità tradizionale, con relativi testimonial (atleti e personaggi di spettacolo);
- molto in alto nella fiducia del pubblico troviamo le persone di pari livello “la gente come me”: seguitissimi, e in crescita costante, sono infatti i blog, in cui le persone normali raccontano le loro esperienze – positive o negative – con i diversi prodotti, servizi, eccetera;
- un’altra modalità di comunicazione aziendale di successo sono i bilanci sociali e, più in generale, tutta la comunicazione che testimonia un reale impegno etico, ai diversi livelli e verso i diversi stakeholder, da parte dell’Impresa (da non confondere con l’iniziativa strappalacrime “usa e getta”, messa in atto con chiari fini strumentali).

Concludendo, si direbbe proprio che le strategie vincenti in questo mondo estremamente mutevole della comunicazione, siano i blog contenenti testimonianze credibili di “gente qualunque” e un serio impegno nella Responsabilità Sociale d’Impresa ( o CSR), due filoni – ci fa piacere constatarlo – cui abbiamo dato molto spazio nei nostri articoli più recenti pubblicati su questo sito.

Per approfondire: www.edelman.it e http://blog.edelman.it
 

 
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