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Che cosa sono le informazioni E in che cosa differiscono dai dati e dalle notizie Possiamo distinguere tra dati, informazioni e notizie. I primi sono materiale grezzo, indistinto, privo di valore immediato se non connesso ad altro, se non contestualizzato. Le informazioni invece hanno valore perché rispondono ad una logica, ad una visione delle cose: sono dati che hanno assunto una forma come il loro stesso nome, informazioni, suggerisce (1) . Le informazioni, siano esse di carattere commerciale, giornalistico o di altra natura, sono portatrici di significato, di senso, qualità queste ultime che ai dati manca e che possono arrivare ad avere solo dopo che un lavoro umano, di carattere interpretativo, ha permesso loro di essere trasformati in altro. Per la teoria dell’informazione, l’unità di informazione o bit è l’unità di disgiunzione binaria che serve a individuare un’alternativa. L’informazione, secondo Bateson (2), è una differenza che produce significato, una sorta di limite o di soglia che ripartisce per dare ordine e senso. Il concetto di informazione come differenza è importante perché solo ciò che differisce, che esce dalla prevedibilità, può essere colto, perché nell’entropia del tutto uguale a sé stesso non c’è informazione. Il limite, o l’evento di rottura ormai avvenuto, contiene gli elementi per identificare l’informazione. In ambito giornalistico per altro si ha una notizia quando un evento infrange una previsione, a causa di un imprevisto, di una stranezza, di una novità, o a causa di una particolare gravità. Se gli eventi sono “normali” sono prevedibili e previsti, non sono riconosciuti come notizie. Lippmann (3) sostiene che perché ci sia una notizia “deve succedere qualcosa di preciso e inequivocabile. Può trattarsi di una dichiarazione di fallimento, di un incendio, di uno scontro […] dev’esserci qualcosa di evidente. Il corso degli avvenimenti deve assumere un certa forma definibile, e finché non arriva alla fase in cui qualche aspetto sia diventato ormai un fatto compiuto, la notizia non si distingue dall’oceano della verità possibile.” Le notizie infine sono informazioni di un particolare tipo, utili per un gruppo più ampio di persone: ancora una volta, sono i criteri, le logiche interne sia alla raccolta che alla fruizione, che determinano che cosa sia notizia e che cosa non lo sia. Le notizie riflettono certi valori culturali e norme professionali. (1) Secondo “The Oxford Companion to The English Language” (Oxford University Press 1992) la parola informare, dare forma, ha 4 significati: (I) Originariamente dar forma alla mente o al carattere attraverso conoscenze che creano una prederminata “forma” ideologica. (2) Nell’uso generale, una forma di conoscenza ottenuta attraverso esperienza diretta, studio, facendo domande, o consultando una fonte di informazione, come per esempio un libro. (3) Nella teoria dell’informazione, la misura della probabilità che un particolare messaggio possa accadere. (4) Nel mondo informatico, dati organizzati in modo utile, di solito come output da un computer, ma anche ad ogni stadio del processo: input, output, archiviazione, trasmissione. Lo stesso dizionario aggiunge: “Non è facile distinguere termini come dato, informazione, conoscenza, sapienza, ma per le diverse qualità con le quali classificarli può, per ragioni pratiche, vederle elencate in una gerarchia in cui il dato è al punto più basso, per giungere dall’informazione alla conoscenza e alla sapienza al vertice. (…) I dati sono una raccolta di fatti più o meno isolati, per esempio le temperature quotidiane. L’informazione è il dato con una forma, come per esempio la temperatura media in un anno a Londra. (2) Bateson 1991 pagina 342: (L’informazione) non è materiale e non può essere localizzata. (3) Lippman, W 1995 L’Opinione Pubblica, Donzelli Editore, pagina 246. |
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